Il problema non è la mancanza di talento. È la mancanza di attivazione.
Molti manager interpretano la mancata performance di un team come un problema di competenze: “Servono persone più forti”, “Serve più controllo”, “Serve più pressione”. In realtà i lavoratori, molto spesso le competenze le hanno ma la qualità della performance potrebbe essere compromessa da una scarsa attivazione, anche detta arousal. Usato comunemente per indicare un’attivazione fisiologica, questo termine se trasportato all’interno delle organizzazioni indica il motore che determina la qualità dell’interazione tra individuo e contesto lavorativo. Attraverso una corretta gestione dell’attivazione, si può calibrare la risposta del lavoratore alle richieste esterne, ottenendo un rendimento sostenibile. La semplice presenza non va, infatti, confusa con il coinvolgimento; un team può essere presente: partecipa alle call, risponde alle email, porta a termine i compiti ma comunque non una scarsa arousal. L’attivazione è disponibilità ad agire, energia applicata, iniziativa. Non si tratta solo di quantità di energia ma della qualità dell’esperienza. Mihaly Csikszentmihalyi ha parlato di “Flow”, ovvero esperienza ottimale, che nelle organizzazioni si raggiunge quando i compiti assegnati al lavoratore sono sfidanti e bilanciati con le competenze dello stesso. Quando manca attivazione, il lavoro non si ferma subito, semplicemente rallenta. Ovviamente esistono due facce della medaglia. L’attivazione può anche diventare patologica nel momento in cui le richieste lavorative (anche dette demands) eccedono le risorse che un lavoratore può mettere a disposizione. Al contrario se demands e risorse sono correttamente bilanciate, non sole avremo un arousal funzionale alla prestazione, ma anche engagement, ovvero un investimento di risorse positivo e persistente da parte del lavoratore. A differenza della mera soddisfazione, l’attivazione implica una spinta all’azione, un impegno cognitivo ed emotivo verso gli obiettivi organizzativi e la proattività, ovvero la tendenza ad anticipare i problemi e ad agire autonomamente. Lavoratori con una buona arousal producono risultati che vanno oltre gli standard minimi dell'organizzazione attraverso comportamenti di cittadinanza organizzativa (organizational citizenship behaviour). Tuttavia l’attivazione va bilanciata: un eccesso di stimoli senza adeguate risorse può generare workaholism e/o burnout. L’attivazione non si ordina, si costruisce. Serve quindi un sistema che favorisca chiarezza, autonomia, responsabilità, riconoscimento. So…